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Palladio designer
Franco Barbieri
International Center of Architeture Studies Andrea Palladio
Vera da pozzo di Castello di Thiene, Vicenza

Allontanandoci dal percorso tanto noto, e così intensamente frequentato, di Andrea Palladio architetto vogliamo qui rivolgere la nostra attenzione ad alcuni aspetti della sua attività a torto ritenuti magari marginali, rivelatori, invece, della attenta maestria della sua ‘mano’ e segni inconfondibili del suo ‘stile’.
A legittimarci nell’assunto, partiamo da una precisa affermazione dello stesso Andrea: poichè “la bellezza” risulta proprio “dalla corrispondenza del tutto alle parti, delle parti fra loro, e di quelle al tutto”, dovranno, dunque, “gli edifici” davvero “parere uno intiero e ben finito corpo, nel quale l’un membro all’altro convenga e tutte le membra siano necessarie a quello che si vuol fare”. Parole giustamente da poco addotte a riprova di come Andrea ritenesse che anche elementi in sé non essenziali alla  generalità del costruire ma richiesti a soddisfazione di normali comodità o per desiderio di abbellimento dovessero pure “adeguarsi” ai fondamentali “principi di decoro e convenienza” .

(Testo completo in catalogo mostra)

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